Come lavoro

Psicoterapia ad orientamento psicoanalitico relazionale

 

come lavora una psicologa e psicoterapeutaIl mio modello di riferimento è la psicoterapia ad orientamento psicoanalitico relazionale.

Cosa si intende e come lavora uno psicoterapeuta?

Questo modello trae origini dalla psicoanalisi freudiana, per poi integrarsi con le più recenti teorie delle psicologie della relazione.

La teoria di Freud parte dalla scoperta di una dimensione inconscia della psiche e dal ruolo fondamentale che questa ha nella formazione dei sintomi (es. ansia, attacco di panico, depressione…) e nel guidare i nostri comportamenti e le nostre relazioni.

Può capitare infatti, che la persona si accorga di ripetere continuamente gli stessi errori e si senta in trappola o in balia degli eventi, senza capirne il motivo.

Dal vissuto soggettivo del nostro passato e delle relazioni con le nostre figure di riferimento, possono derivare infatti dei modelli di comportamento disfunzionali, che si ripresentano nella vita quotidiana come un eterno copione esistenziale, condizionando la nostra vita e impedendoci di uscire da una condizione di stallo e sofferenza.

Attraverso la relazione terapeutica queste dinamiche intrapsichiche possono emergere e diventare consapevoli, avviando così un processo di cambiamento.

Il ruolo del terapeuta è quindi quello di accompagnare il paziente nell’esplorazione del proprio mondo interno, favorendo il contatto con le proprie emozioni, bisogni, desideri. Questo deve avvenire all’interno di uno spazio sicuro e accogliente, in cui il paziente possa sentirsi rispettato e non giudicato.

Solo se la persona diventa consapevole di quello che succede dentro di sè, potrà diventare protagonista attivo e libero della propria vita e imparare ad attingere alle proprie risorse e potenzialità per affrontare le difficoltà.


“La sofferenza, se affrontata senza timore, costituisce il passaporto verso la libertà” P. Coelho

I miei principi

Alla base del mio modo di lavorare vi sono due principi:

  • la centralità della Persona, nella sua complessità e unicità, portatore responsabile di una domanda di aiuto, aldilà delle etichette diagnostiche
  • la relazione terapeutica intesa come rapporto significativo tra due persone che si mettono in gioco. Il mio approccio non è freddo e distante, ma partecipo, con empatia e autenticità, a quello che succede nella stanza, entrando in contatto anche con il mio mondo interiore.

 

“Come faccio a capire, a comprendere la realtà di un essere umano quando mi metto nella posizione dell’osservatore esterno? Per questo ci vuole la partecipazione, essere vicino, il coraggio di entrare nel rapporto , esporci all’avventura di un incontro. Solo quando entro nel rapporto posso veramente capire”
Cremerius